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Il «Ginocchio del corridore»

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Il «ginocchio del corridore», altrimenti detto sindrome della «bendelletta ileo tibiale», è un’infiammazione a carico della componente tendinea del muscolo tensore della fascia lata (TFL), che provoca un dolore che origina dal bordo esterno del ginocchio e può risalire lungo tutta la zona laterale della coscia.

Il TFL è un muscolo situato nella regione antero-laterale della coscia. Origina dal bacino (in particolare dalla spina iliaca antero-superiore e dall’estremità superiore della cresta iliaca) ed è caratterizzato da un lunghissimo tendine che si fonde con la fascia lata dando origine al tratto ileo tibiale.

Ha diverse funzioni e in particolare partecipa alla flessione, abduzione e rotazione interna dell’anca; è inoltre un importante stabilizzatore del ginocchio e del bacino durante la fase di appoggio monopodalico della corsa e della camminata.

Nel ginocchio del corridore, come detto in precedenza, il dolore si manifesta nella parte esterna del ginocchio ed è caratterizzato da un fastidio che insorge dopo alcuni km e peggiora con l’aumentare della distanza e dei sovraccarichi.

La diagnosi nella maggior parte dei casi si ha dall’esame obiettivo (colloquio con il runner e palpazione dei tessuti interessati) e solo in rari casi si effettuano esami diagnostici (ecografia).

Le cause possono essere molteplici: problemi di sovraccarico, debolezza della muscolatura stabilizzatrice del tronco, scarpe non idonee ed una non corretta esecuzione del gesto tecnico.

Nella maggior parte dei casi la soluzione è conservativa, attraverso trattamenti e terapie volti a rimuovere lo stato infiammatorio (in fase acuta) e soprattutto a risolvere le cause che hanno portato all’insorgere del problema.

In fase acuta è consigliabile il riposo dalla pratica sportiva (o comunque dosare l’attività fisica in modo tale da non portare ulteriormente in sovraccarico il ginocchio) e possono essere utili le seguenti terapie:

• Tecarterapia

• Cryotermoshock

• Terapia manuale

• Cammino o corsa su Alterg (ovvero in riduzione di gravità)

• Esercizi attivi (in letteratura sembrano efficaci gli esercizi volti al rinforzo del core stability)

In una seconda fase è utile inserire il “release miofasciale” (attraverso il foam roll) ed esercizi sport-specifici a carico crescente.

E’ di fondamentale importanza affidarsi a specialisti competenti, in grado di effettuare un’accurata analisi del gesto sportivo, per capire le reali cause che hanno portato al sovraccarico della zona tendinea ed impostare un programma personalizzato di esercizi funzionali e sport-specifici. E’ molto importante anche la scelta di scarpe idonee da utilizzare durante la pratica sportiva.

0341-1581562

www.medinmove.it/medinrun

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Autore:ces

Pubblicato il: 17 Giugno 2019

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